Quando si pensa di acquistare un'auto dall'estero, una delle maggiori preoccupazioni riguarda il pagamento dell'IVA (l'imposta sul valore aggiunto). "Devo pagare l'IVA due volte?", "Devo pagare l'IVA italiana in aggiunta a quella del Paese straniero da cui sto acquistando il veicolo?". Questi sono solo alcuni dei dubbi che si hanno di frequente prima di effettuare l'acquisto di un'auto di importazione. Ma come stanno effettivamente le cose?
In questo articolo chiariamo quali sono le normative che regolano il pagamento dell'IVA sulle auto importate e sfatiamo alcuni falsi miti.
Per affrontare il discorso del pagamento dell'IVA sulle auto importate è importante soffermarsi prima di tutto su un'importante distinzione: quella tra auto con IVA esposta e auto con IVA a margine.
Il pagamento dell'IVA è diverso, infatti, se il veicolo appartiene all'una o all'altra categoria. Vediamo insieme entrambi i casi.
Le auto con IVA esposta sono state possedute esclusivamente da società che hanno sempre scaricato l'imposta sul valore aggiunto. Quando un concessionario vende questi veicoli, quindi, il prezzo totale è composto da un valore netto più la percentuale dell'IVA.
Prendiamo, ad esempio, una vettura venduta da un concessionario in Germania. In questo caso il prezzo totale di vendita sarà composto da:
Di conseguenza, se un privato decidesse di acquistare direttamente un'auto fiscalmente usata da un concessionario tedesco, la pagherà con un'imposta al 19% e non al 22% come in Italia. E dovrà dichiarare all'Agenzia delle Entrate di aver già versato l'IVA in Germania.
Invece, se non avesse tempo o voglia di gestire tutta la parte burocratica e di interfacciarsi con l'Agenzia delle Entrate, può rivolgersi a noi. Ci occuperemo di acquistare l'auto per suo conto, che gli fattureremo con aliquota IVA italiana. In questo caso, quindi, al prezzo netto della vettura riportato nell'annuncio, dovrà essere aggiunto il 3%, che corrisponde alla differenza tra le due aliquote IVA, quella tedesca e quella italiana.
Inoltre, sempre sulle auto con IVA esposta, chi ne ha diritto può usufruire delle agevolazioni previste dalle Legge 104.
Per un privato questo vantaggio sul pagamento dell'IVA è però possibile soltanto se la vettura acquistata è fiscalmente usata. Che cosa significa?
Un'auto è fiscalmente usata quando soddisfa contemporaneamente due condizioni:
Invece, se ha meno di 6.000 chilometri oppure meno di 6 mesi dalla prima immatricolazione, è considerata un'auto fiscalmente nuova. In questo caso:
Tornando all'esempio precedente, quindi, un privato che intende acquistare un'auto fiscalmente nuova da un concessionario tedesco può percorrere due strade:
Per un privato che intende acquistare in autonomia (cioè senza passare da un intermediario) un veicolo da un concessionario straniero l'operazione può diventare ancora più complicata a causa di un altro fattore: la richiesta di una cauzione.
Spesso, infatti, i concessionari stranieri richiedono una cauzione pari al valore dell'IVA in vigore nel proprio Paese e questo importo viene restituito soltanto quando l'auto arriva in Italia o dopo l'immatricolazione.
Riprendendo l'esempio di prima, quindi, per il nostro privato sarà più vantaggioso acquistare l'auto dal concessionario tedesco tramite un intermediario italiano come noi, che si farà carico del pagamento della cauzione dell'IVA tedesca e gli eviterà di dover anticipare somme considerevoli.
Completamente diversa è, invece, la situazione se un privato intende acquistare un'auto con IVA al margine, cioè senza IVA. Come è possibile che dei veicoli siano venduti senza IVA? Si tratta di un mezzi che sono stati posseduti da almeno un proprietario privato. Nel caso di una compravendita nell'ambito dell'Unione Europea, quindi:
Tutto questo discorso, quindi, è utile anche per sfatare un falso mito. Quello per cui sulle auto di importazione l'IVA va pagata due volte. È evidente che le cose non stanno così. Un privato che acquista in autonomia da un concessionario dell'Unione Europea, un mezzo fiscalmente nuovo dovrà versare soltanto la differenza tra l'aliquota in vigore nel Paese di acquisto e quella in vigore nel proprio Paese. Ad esempio, se un compratore italiano acquista un'auto da un rivenditore tedesco dovrà pagare un'imposta del 3%, pari alla differenza tra l'aliquota in vigore in Germania (19%) e quella in vigore in Italia (22%). Dunque, non è assolutamente corretto pensare che sulle auto acquistate dall'estero l'IVA vada pagata due volte.
Prima di procedere con l'acquisto di un veicolo dall'estero, quindi, è importante essere molto informati e preparati sulle varie normative, avere ben chiaro qual è la condizione del veicolo dal punto di vista fiscale (se considerata nuova o usata) e quale sarà il regime IVA che verrà applicato.
Se stai valutando di acquistare un'auto di importazione, rivolgiti a noi per evitare brutte sorprese, perdite di tempo e di soldi. Ci occuperemo di tutte le procedure burocratiche e fiscali, ti aiuteremo in ogni fase e a te rimarrà soltanto il piacere di guidare l'auto dei tuoi sogni.
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